EasySqueezy Superstar Dj


venerdì, settembre 29, 2006




Kylie Minogue tra le donne bioniche di D&G

La popstar dopo la malattia: «Sono felice di essere qui».

MILANO - È la minuta Kylie Minogue il cameo più prezioso di queste sfilate milanesi. Avvolta in un vestito leopardato, e con il taglio di capelli ancora corto dopo essersi sottoposta alle cure di chemioterapia, la popstar è apparsa raggiante: «Sono semplicemente eccitata di essere qui con le persone che conosco e amo, felice di poter essere creativa di nuovo, piena di idee, e abbagliata da tutto quello che passa in passerella», ha detto seduta su un divano in mezzo a Stefano Gabbana e Domenico Dolce. La 38enne ha detto di essere al lavoro con gli stilisti italiani per la creazione di tre vestiti che indosserà durante il suo prossimo tour mondiale. il duo Dolce & Gabbana ha portato in passerella una donna bionica supersexy, ma ironica al punto da non prendersi molto sul serio: diva sì, ma più da fumetto manga. La sfilata è un susseguirsi di immagini moderne, dal forte impatto visivo: qui da Dolce & Gabbana c'è il senso della spettacolarità moderna, veloce, effimera.
(fonte: corriere.it - 28 settembre 06)

rroselavy rules. 02:49 | commenti



mercoledì, settembre 27, 2006




«Per la Fallaci non mi sento in colpa»

Jovanotti torna sul suo rapporto con Oriana, attaccata in una canzone del 2002: «Sono stato corretto». Intervista alla radio e a «Il Senso della Vita» di Bonolis.

Jovanotti (Ansa)
Jovanotti (Ansa)

MILANO - Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, giunto alla soglia dei quaranta non ci sta a passare da pentito. Raccontandosi in un'interista alla radio e a «Il Senso della vita» di Bonolis, in onda giovedì 28 settembre, Jovanotti torna a parlare del suo rapporto con Oriana Fallaci, la grande scrittrice scomparsa che il cantante apostrofò come «quella giornalista-scrittrice che ama la guerra perché le ricorda quando era giovane e bella». Era il verso contenuto in «Salvami», canzone del 2002 che rovesciò sul rapper una pioggia di critiche.

LA CANZONE SULLA FALLACI - «In un primo momento ho provato dell'imbarazzo - confessa Jovanotti ricordando la citazione sulla Fallaci - poi però è prevalsa la ragione, io l'ho definita così quando non era affatto indifesa, anzi era una della voci più difese dal mondo della cultura italiana, e dopo un articolo molto violento. Ci ho provato, ma davvero non riesco a sentirmi in colpa per quelle parole». E ripensando alle critiche che le aveva mosso, non fa un passo indietro, ma spiega: «Ho reagito con rabbia, ma ero stato corretto». Pacifista convinto e contrario alle guerre, Jovanotti ricorda il suo sgomento dopo l'attentato alle Torri gemelle di New York. «Quel giorno - afferma intervistato da Bonolis- ho patito moltissimo, perché anch'io mi sento un po' americano. Ma non credo che esistano un miliardo di persone che ci odiano: l'11 settembre ero in Pakistan e non avevo l'impressione di trovarmi in una terra ostile. Anzi - puntualizza - erano molto ospitali».

(fonte: corriere.it - 27 settembre 2006)

rroselavy rules. 19:52 | commenti





Moss-Doherty, insieme sul palco

Lui, Pete Doherty, è appena uscito da una clinica, dove ha tentato di superare la dipendenza dalla droga. Lei, Kate Moss, già protagonista del celebre scandalo cocaina, è di nuovo la sua donna. E adesso la coppia, apparentemente affiatata e col solito aspetto un po' fuori di testa, si è presentata insieme su un palco, in Irlanda. In occasione di un'esibizione di Pete con la sua band, i Babyshambles.

(fonte: repubblica.it - 27 settembre 06)

rroselavy rules. 11:16 | commenti



martedì, settembre 26, 2006




Paolo, dalla Scozia con successo. Il ragazzo irresistibile del pop

L'ascesa di Nutini, il 19enne di origini italiane che sta scalando le classifiche internazionali. Ora esce
il primo album "These Streets" che accompagnerà il tour europeo che farà tappa a Milano il 30 ottobre.

Diciannove anni, faccia pulita, abbigliamento casual e un nome in tutto e per tutto italiano: Paolo Nutini. E' questo l'identikit della nuova stella del pop inglese. Che in poche settimane ha sbancato le classifiche d'Oltremanica, volando al quinto posto sull'onda del travolgente successo del singolo "Last Request". Adesso Paolo ci riprova con un album intero, "These Streets", che esce in Italia il 29 settembre (nel Regno Unito è stato pubblicato a luglio).

Nato a Paisley, in Scozia, da padre di origini italiane e mamma scozzese, Paolo Nutini scrive canzoni con il piglio del veterano, supportato da una voce dall'inconfondibile timbro soul. Per far conoscere la sua musica, e compiere il definitivo balzo verso il successo, il giovane cantautore si trasferisce a Londra e inizia a bazzicare il giro dei club. E' qui che la Atlantic si accorge di lui e non si lascia sfuggire l'occasione di metterlo sotto contratto. Gli affianca un produttore prestigioso come Ken Nelson, già al lavoro con i Coldplay e i Kings of Convenience, per dar forma al suo primo album.

Quasi a voler giustificare la vertiginosa ascesa nell'olimpo del pop, Paolo Nutini ci tiene a sottolineare che "i brani del disco sono il frutto di un lavoro durato diversi anni". Le canzoni che appaiono su "These Streets" sono dieci in tutto. Tra queste c'è anche la fortunatissima "Last Request", che narra di una turbolenta storia d'amore: "Parla della ragazza con cui sto al momento, nei rari momenti in cui riusciamo a vederci, e che conosco da quando andavo alla high-school. Abbiamo iniziato a frequentarci all'età di sedici anni, poi ci siamo allontanati per un periodo". Anche gli altri brani hanno un forte sapore autobiografico.

"Fondamentalmente l'album è un viaggio autobiografico, un diario dei miei ultimi tre anni", afferma Paolo. In primo piano vi è soprattutto la vita sentimentale del cantautore. In "Jenny Don't Be Hasty", Nutini canta di un incontro con una ragazza avvenuto a Londra, nei locali del celebre 12 Bar: "Lei aveva 23 anni, così le ho detto che ne avevo 22 e mi ha creduto. Ma, in realtà, ne avevo solo 18". Oppure "Rewind" in cui descrive "la notte folle e ubriaca" in cui è nata la relazione con la sua attuale compagna. Sarà perché racconta storie in cui possono riconoscersi, che i teenager del Regno Unito lo hanno eletto loro idolo in così poco tempo.

In appena due settimane dalla pubblicazione, "Last Request" è arrivata al quinto posto nella classifica dei singoli e l'album ha fatto ancora meglio, piazzandosi direttamente in terza posizione. Abbastanza per trasformare Paolo Nutini in una delle star più richieste nei festival inglesi della scorsa estate. Fino alla definitiva consacrazione: l'invito dei Rolling Stones ad aprire la data viennese del loro "A Bigger Bang Tour", il 14 luglio. "E' stato pazzesco", confessa Nutini. "Io, abituato a suonare nei locali, che mi trovo su un palco alto diversi metri nel centro di uno stadio, con sotto centinaia e centinaia di fan adoranti. All'inizio è una situazione che ti stordisce..."

Non sembra affatto stordito, invece, dal crescente successo che lo accompagna nel Regno Unito. Il suo prossimo tour, in partenza da Glasgow alla fine del mese, è già tutto esaurito da un pezzo. Poi sarà la volta del resto d'Europa. Dopo la pubblicazione di "These Streets" a fine settembre, Paolo Nutini verrà in Italia per un'unica data: al Rainbow Club di Milano il 30 ottobre.

(fonte: ROBERTO CALABRO' su repubblica.it  - 26 settembre 2006)

rroselavy rules. 14:59 | commenti





Rize, David Lachapelle 'fotografa' la danza nera

Questa volta l'obiettivo è quello della macchina da presa. Il fotografo americano ha presentato a Roma il suo primo film sulla nascita del 'Krump', forma di ballo e stile di vita nel ghetto nero di Los Angeles.

Roma, 25 settembre 2006 - Corpi in fibrillazione, movimenti incredibili, torsioni che non sembrano possibili. Eppure, lo spettatore sa già che può credere ai suoi occhi. La scritta: "Le immagini in questo film non sono state accelerate" strappa un sorriso, poi bastano pochi secondi per capire che quell'esplosione di energia è in realtà l'anima che urla, la mente che vuole liberarsi, il fisico che sfoga la rabbia accumulata durante il giorno.

'Rize', primo lungometraggio del geniale fotografo americano David Lachapelle, racconta la nascita del Krump, una forma di ballo e uno stile di vita. Il film è ambientato a South Central, il ghetto nero di Los Angeles noto per i frequenti episodi di violenza dove le alternative non sono molte "o sei clown, o sei gang", o balli o ammazzi.
I ragazzi di 'Rize' hanno scelto la danza da quando, nel 1992, Tommy inventa un nuovo modo di animare le feste dei bambini: si traveste da clown, si dipinge il volto e trasforma le guerre tra bande in sfide tra corpi in movimento. Il Krump è il passaggio successivo perchè va oltre l'essere clown, è un modo per "dimenticarsi di sé e lasciarsi andare a pulsioni primitive".

Il documentario, ottanta minuti di pura passione e vitalità, si regge interamente sui frenetici passi dei protagonisti (molti dei quali oggi sono ballerini affermati sulla scena pop mondiale) e sulla loro voglia di continuare a vivere in un posto che, anche se pericoloso e violento, rappresenta pur sempre la loro casa.

La macchina da presa di Lachapelle segue - come lui stesso ha spiegato - "con la delicatezza con cui si giravano i documentari in pellicola", l'azione dei suoi giovanissimi personaggi, senza concedersi i virtuosismi che ci si aspetterebbe da un'icona del mondo glamour americano.

La discrezione e il rispetto con cui si accosta agli ambienti che riprende, ne fanno, però, il vero punto di forza. La mdp non ha bisogno di compiere vorticosi movimenti: "Volevo che fossero i loro corpi a parlare - ha detto il regista - e ho cercato di rispettarli il più possibile. Le immagini surreali che ne sono scaturite, in modo totalmente naturale, rispecchiano comunque il mio stile fotografico". Bellissimo l'accostamento, ottenuto in fase di montaggio, tra le danze africane e quelle della comunità nera di Los Angeles.

(fonte: romaone.it)

rroselavy rules. 13:12 | commenti