
giovedì, agosto 31, 2006
«Licenziata da Beyoncé ora sbanco l'hit parade»
Via dalle Destiny's Child perché «stonata» LeToya Luckett sta gustandosi la rivincita

Quando si dice il destino. Cacciata con ignominia dalla finestra dello show-business americano (sei anni fa fu «espulsa» dal gruppo delle Destiny's Child), LeToya Luckett è rientrata dalla porta principale, quella delle classifiche. Il suo primo e omonimo album da solista, infatti, è subito balzato al primo posto della classifica di Billboard, con 165mila copie vendute. Lei si gode la rivincita, sorseggiandola con understatement: «Nessuna rivalsa e con Beyoncé non ci sono screzi, ci parliamo ancora. È stata una benedizione per me far parte del suo gruppo».
Eppure, vociferano i maligni beninformati, sembra che fu proprio la Venere nera (anche qui, un nome e un destino) a volere LeToya fuori dal gruppo. Usando le sue indubbie «maniglie» — Beyoncé è figlia del manager delle Destiny's Child — la accusò di «essere stonata» e riuscì a farla cacciare. La vicenda finì in mano agli avvocati, la Luckett provò prima a farsi una sua nuova band, poi aprì un negozio di abbigliamento a Los Angeles. E si mise sulla riva del fiume, aspettando che il cadavere (attenzione: metaforico) della sua rivale passasse. «In realtà — confessa lei — avevo bisogno di riflettere e di prendermi tutto il tempo necessario per incidere il mio disco. Non m'interessava correre e, soprattutto, non volevo fallire». Missione compiuta. Grazie anche a un lancio del suo LeToya studiato nei minimi dettagli: all'uscita dell'album lei ha ben pensato di unire un programma in onda sul canale tv Bet (Black entertainment television), una sorta di cult per i neri d'America.
Il risultato è scolpito sulle colonne di Billboard. E sta facendo di lei un'eroina, non solo per la comunità afroamericana, ma per tutti coloro che, indifferentemente dal colore della pelle, credono che non bisogna arrendersi mai. «È proprio questo che mi fa godere di più, volevo che il pubblico potesse ascoltare ancora la mia voce. Ce l'ho fatta. E volevo, scusate l'immodestia, lanciare un messaggio: non mollate mai, anche quando c'è qualcuno che vi mette i bastoni fra le ruote e cerca di indirizzare il vostro destino». Rieccolo, il destino. D'altronde, senza le Destiny's Child e le successive disavventure, non ci sarebbe probabilmente neppure una LeToya Luckett cantante di cui parlare. Per la ragazzina nata a Houston (Texas) l'11 marzo del 1981, l'incontro con Beyoncé Knowles, LaTavia Roberson e la cuginetta di Beyoncé, ovvero Kelendria «Kelly» Rowland, fu come toccare il cielo con un dito: appena dodicenne, poteva già andare in giro e vantarsi di essere una mini- popstar. Non che le sue compagne d'avventura fossero delle scafate vegliarde. Tanto per dire, Beyoncé e LaTavia avevano solo nove anni quando fondarono le Destiny's Child nel 1990. Il quartetto di bimbe in breve si fece largo sulla scena musicale e più ancora dello show business. All'inizio del 1998 arrivò il loro primo album, Destiny's Child, con la collaborazione, tra gli altri, di Wyclef Jean. L'ex Fugees è la mente che sta dietro il singolo No No No, che vendette milioni di copie, raggiunse le vette delle classifiche R&B, mentre l'album si aggiudicò il disco di platino. Ma è con un altro singolo, Say My Name, che il gruppo diventò un fenomeno planetario. Il pezzo vendette più di 9 milioni di copie, diventò la «hit più hot» dell'anno 2000 e si aggiudicò l'Mtv Video Music Awards nella categoria Best R&B Video. Ed è proprio a quel punto che cominciarono i guai. LeToya e La- Tavia accusarono il manager del gruppo, Matthew Knowles (papà di Beyoncé e zio di Kelly), di favorire un po' troppo le sue parenti. La tensione salì e alla fine le due «ribelli» se ne andarono. Ancora non lo sapeva, ma per la Luckett fu una fortuna: il destino aveva in serbo per lei un futuro radioso. E tanto per rendere ancora più dolce la faccenda, vale la pena ricordare che lei è la seconda Destiny's Child (o ex) ad aver raggiunto la posizione numero uno nella classifica di Billboard 200 con un album solista. Indovinate chi fu la prima? Ma ovviamente la sua-fu-leader Beyoncé con il superpremiato Dangerously In Love.

rroselavy
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18:27 |
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Madonna mette all'asta per beneficenza gli abiti del tour

La superstar Madonna ha deciso di mettere all'asta gli abiti del suo ultimo tour "Confession" per raccogliere fondi a favore della lotta contro l'Aids. Tutti i capi stravaganti indossati dalla cantante sono firmati Jean Paul Gaultier.
(fonte: repubblica.it - 31-08-06)
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18:10 |
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Kate Moss in topless su Page 3 del Sun

La modella Kate Moss è nuovamente protagonista delle pagine dei tabloid britannici, comparendo sulla famosa terza pagina del Sun, in topless. La modella, che ha posato solo con cappello da pirata e un paio di mutandine colorate, torna alla ribalta dopo essere stata, l'anno scorso, al centro dello scandalo legato alle foto che la ritraevano mentre sniffava cocaina. Sulla prima pagina del quotidiano popolare Kate indossa invece solo una parrucca bianca. Il servizio fotografico viene dalla rivista di moda Pop, in vendita nelle edicole del Regno da domani, dove la modella si mostrerà al pubblico indossando solo un paio di ali.
(fonte: repubblica.it - 31-08-06)
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18:08 |
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mercoledì, agosto 30, 2006
La musica torna gratis sul web
La musica torna gratis sul web: siglato accordo storico anti-Apple.
Nasce Spiralfrog: da dicembre U2, Gwen Stefani e gli artisti Universal potranno essere scaricati dalla rete senza sborsare un cent.
Il sito conta di rifarsi delle spese grazie agli annunci pubblicitari
NEW YORK - "Siamo meglio dei pirati". Questo, in sintesi, l'annuncio pubblicato qualche giorno fa sul Financial Times da Spiralfrog, sito online da dicembre. Ma soprattutto apripista di quella che ha tutta l'aria di essere una contro-rivoluzione, una fenice in procinto di rinascere dalle ceneri tribunalizie di tutte le cause combattute e inesorabilmente perse dai siti p2p, piccoli Davide contro il Golia delle major.
I toni probabilmente si riveleranno meno epici, ma non mancheranno di farsi notare: quattro mesi e la musica sarà di nuovo scaricabile, gratis e senza pericolo di manette, da internet. Ieri Spiralfrog ha dichiarato di aver raggiunto un accordo con Universal-Vivendi per permettere il download gratuito degli artisti sotto contratto con l'etichetta con buona pace di iTunes. Qualche esempio? Eminem, Gwen Stefani, Elton John, Count Basie, gli U2. E per non velare di alcuna ipocrisia l'evidente competizione con la Apple, i brani verranno inseriti sul web nel formato Windows Media Audio che vuol dire che senza conversione gli iPod non saranno in grado di leggerli.
Naturalmente il trucco c'è, e si vedrà molto bene anzi, impossibile sfuggirgli: i diritti d'autore non saranno aggirati, ma regolarmente pagati dal sito che si rifarà con gli annunci pubblicitari. Prima di accedere alla canzone bisognerà attraversare, senza scorciatoie, un "corridoio pubblicitario" che introdurrà al brano prescelto. Che non potrà neanche essere copiato o condiviso perché il sito inserirà all'interno dei file musicali dei software anti-duplicazione.
A dicembre accessibile da Usa e Canada, l'anno prossimo disponibile anche per noi europei, Spiralfrog promette che il suo magazzino di canzoni non si limiterà all'archivio Universal. Warner ed Emi infatti, pur mantenendo il silenzio più assoluto su quanto discusso con i manager del sito, hanno ammesso di essere in contatto con la società che lo gestisce.
Un affondo al monopolio Apple, peraltro già sotto attacco dall'arrivo di Zune-Microsoft e di tutta una serie di cellulari Nokia, Microsoft e Verizon in grado di scaricare musica da internet e dai siti musicali con cui i marchi hanno stabilito una partnership. Musica che una volta acquistata sarà possibile scaricare sui supporti più diversi perché a differenza di iTunes, dove chi compra può ascoltare i brani solo sull'iPod, gli altri la renderanno disponibile per tutti i formati.
E il vincolo iTunes è forse il peggiore neo - o tallone d'Achille - della Apple: associazioni di consumatori di Francia e Paesi Scandinavi hanno già avviato una serie di indagini per accertare la legalità di queste restrizioni tecniche. Con Spiralfrog che nel frattempo si vendica e oscura l'iPod.
Battendo sul tempo anche Kazaa che, dopo essere stata recentemente costretta a rinunciare al libero file sharing dei materiali dei suoi utenti, aveva annunciato, ma più in sordina, un accordo analogo con l'industria musicale e cinematografica, sempre a base di spot naturalmente. Anche Napster praticava già da tempo una soluzione simile, ma solo in streaming. E sicuramente seguiranno altri discepoli.
Dunque, niente più 99 cent a Steve Jobs per ogni canzone scaricata da iTunes? Dalla Spiralfrog fanno sapere che la loro sarà solo un'azione complementare al business della Apple, chi non ama gli spot infatti rimarrà fedele alla mela morsicata. Comunque ci sarà sempre un prezzo, non necessariamente in denaro, da pagare.
(fonte: GAIA GIULIANI su repubblica.it - 30 agosto 2006)
rroselavy
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20:05 |
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Whitney Houston lasciata dal marito
Il rapper Bobby Brown ha detto addio alla cantante americana, attualmente in cura per disintossicarsi dalla droga . Lo riporta il magazine australiano News Weekly.
NEW YORK - La cantante Whitney Houston, attualmente sottoposta a una cura per disintossicarsi dalla droga, è stata lasciata dal marito, Bobby Brown. Lo riporta il magazine australiano News Weekly, secondo il quale il rapper avrebbe preso la decisione dopo essersi innamorato della venticinquenne Karrine Steffans, ex fiamma di altre star musicali come P. Diddy e Fred Durst.

In foto Karrin Steffan, la 25enne per la quale Bobby Brown avrebbe lasciato Whtiney Houston.
rroselavy
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14:12 |
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