
domenica, aprile 30, 2006
Snoop Dogg arrestato a Londra
E' stato accusato di violenti disordini e rissa
Il rapper americano, già conosciuto dalla legge, è stato fermato all'aeroporto londinese di Heathrow con altre sei persone.

LONDRA - Il rapper americano Snoop Dogg è stato fermato oggi dalla polizia londinese insieme ad altri cinque uomini in seguito a disordini avvenuti all'aeroporto di Heathrow. La 34enne star musicale, ex membro della famosa gang dei «Crips» di Los Angeles, è stato trattenuto in stato di arresto in seguito ad una rissa scoppiata ieri sera mentre la polizia stava scortando lui e il suo entourage fuori dall'aeroporto. Scotland Yard ha detto che sette poliziotti hanno riportato lievi ferite, tra cui una frattura alla mano, dopo che erano stati chiamati all'aeroporto intorno alle 18 per sedare la rissa in cui erano coinvolte 30 persone che si trovavano in una sala d'attesa della British Airways. «Membri del gruppo sono diventati offensivi», ha riferito un portavoce della polizia, «dopo che era stato detto loro di ritirare le loro valigie». «Successivamente a questi eventi sei elementi del gruppo, tutti attorno ai 30 anni di età, sono stati arrestati con il sospetto di aver causato violenti disordini e rissa in luogo pubblico», ha riferito il portavoce. Dogg e gli altri uomini, tutti americani, sono stati arrestati e portati in due stazioni di polizia ad ovest di Londra dove sono stati trattenuti in stato di arresto.
CHI E' SNOOP DOGG - Il vero nome di Snoop Dogg è Calvin Broadus, nato nel 1972 a Long Beach, in California. Fin da giovane incontra seri problemi con la legge e, dopo il diploma conseguito alle scuole superiori, viene arrestato per possesso di cocaina, incominciando così uno scuro periodo che lo vedrà spesso in carcere per vari reati. Per fuggire da questa spira criminale si dedica alla musica rap ed inizia così a registrare cassette casalinghe con il suo amico Warren G. Nel 1992 firma la colonna sonora del film «Deep Cover» e l’anno seguente esce «Doggystyle», il suo disco d'esordio.
Nel 1993 il cantante viene arrestato con imputazione di omicidio di Phillip Woldermarian. Secondo l'accusa la guardia del corpo del rapper avrebbe sparato sulla vittima mentre Snoop era alla guida dell’auto. Il rapper dichiara che si è trattato solo di autodifesa poichè Woldermarian lo stava inseguendo. Dopo l'esibizione all'«Mtv Music Awards» del 1993, l'artista di colore si consegna spontaneamente alle autorità. Nel frattempo l’album conquista le cime delle classifiche statunitensi conquistando ben quattro dischi di platino. Il successo di Snoop lo si deve sia per i fatti giudiziari, che ne hanno alimentato il mito, sia per le liriche che, accusate di essere violente e sessiste, hanno esaltato tanti giovani e ribelli ascoltatori.
Il 1995 lo vede impegnato nell'affrontare il processo che si conclude nel febbraio seguente con lo scioglimento di tutte le accuse, un sospiro di sollievo che permette al rapper di lavorare al suo nuovo album, «The Doggfather». Inizialmente il disco viene ben accolto dalla critica ma non riesce a produrre un singolo da hit parade, vendendo molto meno delle prospettive. A causa del declino generale della scena musicale rap, Snoop decide di partecipare ad eventi più marcatamente rock come il «Loolapalooza» e di collaborare con artisti quali Beck e Marilyn Manson, nuove esperienze a cui seguono ben tre album, tra cui la compilation «Dead Man walkin'», «The Last Meal» e «Paid Tha Cost to Be Da Bo$$»
(fonte: corriere.it - 27 aprile 2006)
rroselavy
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giovedì, aprile 13, 2006
MELISSA VS RUINI

«Caro Ruini, perché parla sempre di sesso?»
Vanity Fair pubblica in anteprima un assaggio del nuovo libro di Melissa P
A metà tra saggio e diario personale, lo scritto parla di anticoncezionali, matrimonio, omosessualità, soprattutto di aborto

MILANO - «Troppo spesso, ogni volta che leggevo i giornali e sentivo i dibattiti in televisione, mi arrabbiavo, una rabbia fortissima. Come quando si è parlato di introdurre i volontari cattolici nei consultori. E non sentivo nessuno degli intellettuali intervenire, non uno scrittore, non un regista... Mi sono sentita in dovere di farlo». Sono le parole di Melissa P., che commenta in esclusiva per Vanity Fair - in edicola da domani - l'uscita del suo terzo lavoro, «In nome dell'amore». Il nuovo libro di Melissa Panarello inizia con «Caro Ruini» e parte dagli scritti del cardinale e dal catechismo per contestare la posizione della Chiesa in tema di sesso e nascite. In libreria esce, non a caso, il 14 aprile, Venerdì Santo, dopo le elezioni e prima di Pasqua.
A metà tra saggio e diario personale, il libro parla di anticoncezionali, matrimonio, omosessualità, soprattutto di aborto. Vanity Fair chiede a Melissa se c'era proprio bisogno delle sue requisitorie sulla legge 164, visto che le donne che hanno lottato per questa legge sono pronte a difenderla anche oggi: «Non vorrei fare la giovinastra arrogante, ma stiamo sempre parlando di persone ultracinquantenni, che la loro vita l'hanno già vissuta e chi se ne frega se poi le cose cambiano. Credo che avere 20 anni sia molto diverso da averne cinquanta, quando hai realizzato la maggior parte dei tuoi progetti: hai avuto dei figli, naturalmente o con la fecondazione artificiale, o li hai adottati. Io mi sento minacciata, perché non so se un giorno avrò la stessa libertà di scegliere».
rroselavy
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mercoledì, aprile 12, 2006
BLACK GOSSIP

Whitney Houston è diventata irrimediabilmente schiava del crack. Chi le vuole bene teme che possa morire da un giorno all'altro di overdose. A rivelarlo è il tabloid britannico "The Sun", che pubblica le sconcertanti foto del lavandino della cantante, disseminato di polvere bianca, pipe per fumare crack, cartine, cucchiai e strumenti per assumere la droga. A scattarle è stata la cognata: per salvarle la vita. L'interprete di "I wanna dance with somebody" - che ha venduto fino ad oggi oltre 100 milioni di dischi - sotto l'effetto degli stupefacenti farebbe gesti assurdi e violenti, come rompere specchi, armadi e mobili. Nulla più resterebbe della scanzonata e affascinante cantante, che in preda al crack, come racconta la Brown, arriva a farsi la pipì addosso e a mettersi poi un pannolone per bambini.
(fonte: muccassassina.com)
rroselavy
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15:49 |
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martedì, aprile 11, 2006
In pelliccia al tribunale di LA
J.Lo porterà l'ex marito in tribunale
L'uomo avrebbe chiesto alla popstar cinque milioni di dollari
per non pubblicare un libro sulla sua vita privata

LOS ANGELES - Cinque milioni di dollari. E' la cifra che l'ex marito di Jennifer Lopez ha chiesto alla popstar per non pubblicare un libro che contiene particolari della sua vita privata. Ma la cantante e attrice non ha intenzione di sborsare nemmeno un dollaro e così si è rivolta a un tribunale di Los Angeles. Secondo quanto si legge nella denuncia presentata ieri, Ojani Noa avrebbe violato l'accordo di mantenere segreto il libro consegnandolo ad alcuni editori.
ACCORDO - L'intesa era stata raggiunta l'ottobre scorso al termine di un altro caso legale che l'ex marito aveva intentato contro la cantante. Allora Noa la accusava di averlo licenziato senza motivo dalla direzione del ristorante che la star possiede a Pasadena. In quel caso aveva garantito che non avrebbe tentato di ricavare soldi dalla rivelazione dei dettagli della loro vita privata.
RAPPORTO - Jennifer aveva conosciuto Noa nel 1997 quando lavorava in un locale di Miami e lo aveva sposato un anno dopo. La loro unione però durò solo un anno. Da allora J.Lo si è sposata altre due volte: la prima con Cris Judd mentre la seconda con Marc Anthony, suo attuale compagno.
rroselavy
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18:14 |
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